"Mentre cammini può succedere che metti un piede su una spina. Sentirai certamente dolore ma farai di tutto per toglierla. Fa lo stesso nella tua vita. Togli le spine e riprendi il cammino."

Maestro**

sabato 25 febbraio 2012

La vita è cristallo e formicaio.
I miei paradisi sono sotterranei.
Si chiudono gli occhi ai morti, perché non si sopporta che vedano cose indicibili.
L’uomo è sorpreso quando si riconosce, non quando si perde.
La luce di certi cieli è vietata ai sani.
A quale età si osserva meglio la luce?
La morte è le mie ossa, quando non potrò raccontare niente a nessuno.
Sognare senza che finisca il sogno: essere folli.
Ogni artista autentico raffigura il suo fallimento con opere adeguate.
Il linguaggio può trasformare, ma bisogna esserne all’altezza.
Quando sogna di fermare l’ombra, l’artista inizia il suo autentico lavoro.
La composizione di una storia è la difesa estrema dell’illusione.
Resistere nella parola – infedeli abitatori della lingua.
Le parole intollerabili: quelle che ho il dovere di pronunciare.
Sognare il fuoco significa disamorarsi di ogni architettura eterna.
La luce è segreta a chi la pensa.
Esistono forme rigorosamente segrete e realmente incompiute.
Lo stile è la superficie esatta sotto la quale battono i colpi di migliaia di tamburi senza suono.
Nella visione, la vista impara se stessa.
Il canto di un uccello, ma solo per il tempo in cui risuona – non oltre.
L’assillo della scrittura è pronunciare le penultime parole.
Al suo culmine l’arte si distrugge, annulla ogni regola, sprigiona immagini e profezie.
Si può essere originali ripetendosi all’infinito.
Restare suscettibili di trasformazione: questo è il segreto.
Un occhio semiaperto: la penultima maschera.

Il fondo di ogni scrittura è un’immagine-pensiero.
Si immagina essendo stanchi di sopravvivere.
Non l’esperienza estetica, che consente l’ammirazione della bellezza, ma l’evento perturbante, che obbliga a esserne sopraffatti.
Le parole hanno il potere di abbandonarci perché non sono mai nostre.
Dentro un’ombra, è leggibile tutto.
Sentire qualcosa di irriducibile a quanto fino a oggi è stato sentito.
Che cosa posso raccontare se tutto ciò che accade deve essere raccontato e simultaneamente taciuto?
L’opera è interminabile, come talvolta appare il deserto, ma al deserto c’è un limite.
Vivere in uno stato di finzione reale.
Non ci sono disperazioni necessarie. Solo inevitabili.
Le ossessioni non sono incubi ma modi complessi di sviluppare il processo artistico.
L’aria, spesso, non si accorda alle cose.
Vedi, se te lo consentirà la corrente.
L’origine è allontanare da sé la propria origine.
Le tenebre plurali, la notte unica.
Canto per spiazzare il mio assalitore.
Ogni cecità, quando non sia veggenza, è incapacità di vedere.
L’arte, quando è iperbole o spoliazione, arriva al cuore di sé.
Il rumore che immagini quando si aprirà la porta.
Si nasce da una carenza. Si arriva a una metamorfosi.
Uno sconosciuto giudica pazzo lo sconosciuto che gli sorride.
Perché mi sveglio come se qualcuno avesse dormito dentro di me?
I sordi lo sentiranno risuonare, il colore?
Si lavora nell’ombra, osservando le radici.
Non si tenne eretto per una forma di vendetta contro gli uomini.
Invecchiare significa arrendersi alle risposte.
La scrittura non libera dalla scrittura.

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